Il metodo
Il metodo è questo: rendere visibile il caos, darsi una regola prima che serva, e lasciare che siano i ragazzi a regolarsi.
Il Casinometro è lo strumento con cui si entra. Il metodo è quello a cui apre, e parla a due persone diverse: a te, che domani mattina apri quella porta da solo, e alla tua scuola, se decide di provarci per intero.
I quattro passi
Sono quattro, in quest'ordine, e il terzo è quello che costa di più.
1Mappa i punti critici
Il caos non arriva a caso. Arriva quando entri, quando cambi attività, quando consegni una verifica, negli ultimi dieci minuti. Per una settimana annota solo quando succede. Non serve altro: ti accorgerai che i momenti sono sempre gli stessi, e che quindi si possono aspettare invece che subire.
2Dai un valore al caos
Un fonometro sullo smartphone, sul tablet o proiettato sulla LIM, ben visibile a tutti per tutta l'ora. Il rumore smette di essere un'opinione tua contro la loro e diventa un numero che vedono anche loro, mentre lo producono. La soglia di riferimento sta intorno ai 50 dB, ma la scegli tu insieme alla classe.
3Rispondi in modo graduato, senza punizioni
La regola si scrive alla lavagna prima, quando il clima è tranquillo, e dice due cose sole: la soglia e che cosa succede se la si supera. Poi tu ti fermi e aspetti in silenzio. Questa è la parte difficile: non richiamare nessuno, non fare nomi, non alzare la voce. Se la regola premia invece di punire funziona meglio, soprattutto con i più piccoli.
4Monitora
Segna la media di ogni ora e mostragliela. Quando una classe vede la propria curva scendere, il metodo smette di essere una cosa tua e diventa una cosa loro. È a quel punto che comincia a reggersi da sola.
Perché funziona
Non esiste uno studio sul Casinometro, e non voglio farti credere il contrario. Il metodo nasce in classe: dalla mia, e da quelle dei colleghi che mi scrivono. Quello che si appoggia alla ricerca sono i suoi pezzi, e te li dico con il nome di chi li ha studiati.
Il rumore diventa un dato
Questa non è una spiegazione, è quello che vedo succedere ogni volta. Finché il rumore è un mio giudizio, la classe discute. Quando diventa un numero visibile a tutti nello stesso momento, la classe si organizza: qualcuno comincia a fare il vigile del rumore, e non sono io.
Il silenzio serve a resettare
Il momento in cui ti fermi e taci è il cuore del metodo, non una pausa. Angelo Gemignani, che insegna psicofisiologia all'Università di Pisa, sostiene che il silenzio rompa la comunicazione ad alta entropia e permetta al sistema di ripartire. E aggiunge una cosa che mi è rimasta: gli indizi sono molti, ma le prove non ci sono ancora.
Angelo Gemignani, conversazione nel libro «Eliminare il caos in classe»La classe è un cervello sociale
Gemignani propone di leggere la classe come un cervello sociale: ogni alunno un po' integrato nel gruppo e un po' per conto suo. Quando l'integrazione diventa totale il volume sale e l'informazione sparisce, ed è lì che serve il reset. È un modello, non una fotografia, ma spiega perché il Casinometro lavora sul gruppo e non sul singolo che disturba.
Angelo Gemignani, con Strogatz e Watts sulle reti «small world»Il tono della voce arriva prima delle parole
Secondo la teoria polivagale di Stephen Porges, il sistema nervoso legge il tono, il ritmo e il volto come segnali di sicurezza prima ancora di capire che cosa stai dicendo. È una teoria discussa fra gli studiosi, non un fatto acquisito, ma torna con quello che succede in aula: se abbassi la voce ottieni una cosa; se la alzi, ne ottieni un'altra.
Stephen Porges, teoria polivagaleIl respiro e la mindfulness
Prima ancora che sui ragazzi, il metodo lavora su di te: un respiro consapevole nel momento peggiore ti restituisce la lucidità per non reagire. Qui la ricerca è solida. I programmi di riduzione dello stress basati sulla mindfulness, nati con Jon Kabat-Zinn, hanno effetti misurati da piccoli a moderati su stress e ansia; e le pratiche di respirazione lenta con l'espirazione più lunga dell'inspirazione migliorano l'umore e abbassano l'attivazione fisiologica con pochi minuti di pratica.
Jon Kabat-Zinn; Balban e colleghi, «Cell Reports Medicine»Gli strumenti che completano il metodo
Sono tutti gratuiti e tutti usabili da questo sito.
- Il CasinometroLa web app. Nessun account, nessuna installazione, e l'audio non esce dal tuo dispositivo.
- L'appello includenteTre minuti all'inizio dell'ora: i nomi pronunciati bene, uno sguardo, un attimo di silenzio fra un nome e l'altro.
- Le cinque fasi della lezioneEntrata, rituali, gestione del caos, lezione, uscita. La struttura dentro cui il Casinometro sta al suo posto.
- Il respiroEsercizi brevi e guidati, per te prima che per loro. Da fare fra un'ora e l'altra.
- Il simulatoreLe situazioni difficili provate a freddo, per scegliere la risposta prima di doverla dare davvero.
Due porte
Per te, insegnante
Si comincia da soli, senza chiedere il permesso a nessuno.
- Gli strumenti gratuiti qui sopra, a partire dal Casinometro.
- Il corso gratuito via email Come farsi ascoltare: una mossa alla volta, tre minuti di lezione ciascuna.
- Il libro «Eliminare il caos in classe con Casinometro, mindfulness e neuroscienze», dove il metodo sta per intero.
- I corsi, se vuoi lavorarci con me e con altri colleghi.
Per la tua scuola
Un insegnante che cambia il clima della sua ora fa una gran cosa. Un istituto che lo fa insieme cambia i corridoi, l'intervallo e i consigli di classe.
- Formazione per collegi docenti, singoli istituti e reti di scuole.
- Percorsi costruiti sulle vostre classi, non pacchetti da catalogo.
- Accompagnamento dei referenti che poi lo portano avanti da dentro.
I risultati
48,9 dB di media su due ore, con la soglia fissata a 50.
Una prima media, un'insegnante di sostegno rimasta da sola in classe, la regola scritta alla lavagna prima di cominciare.
I ragazzi hanno preso la cosa in chiave di gioco e si divertivano via via a tenere monitorato il fonometro sul mio cellulare e a fare i «vigili del rumore» richiamando gli altri all'ordine. Le due ore sono trascorse in totale tranquillità, e quando al suono della campanella si sono resi conto di aver totalizzato 48,9 dB c'è stato un generale urlo liberatorio. Cristina, Reggio Emilia
Più di 3.000 insegnanti hanno seguito i corsi. Non è un numero che dimostra qualcosa: è il numero di persone che hanno provato a fare così invece che a urlare.
Una cosa importante
Eliminare il caos non vuol dire imporre il silenzio. Il Casinometro non trasforma la tua classe in un cimitero: insegna a lavorare insieme sottovoce, che è il tono dei momenti in cui ci si dice le cose per davvero, anche quando si è in venti.
I ragazzi vedono il rumore, lo riconoscono come un dato di tutti, e scelgono loro di abbassare il volume. Non per paura. Per il piacere di lavorare bene.